mercoledì 21 febbraio 2007

Piangere

Perché piangiamo? Beh, tante cose belle e brutte, ma maggiormente brutte. Da piccoli piangiamo per cose più frivole, è un pianto più quotidiano meno importante, da grandi invece scopriamo il vero valore di quelle gocce che ci sgorgano dagli occhi.
A volte quello che dobbiamo esprime è così forte che non riusciamo nemmeno ad esprimerlo, non riusciamo nemmeno ad esprimere il dolore col pianto, e tenersi tutto dentro è davvero dura, è molto peggio che piangere!
Mi viene ora in mente una cosa sul pianto, nei meandri della memoria; vi ricordate di quando Pietro tradì Gesù, rinnegandolo tre volte? Poi pianse, mi sembra di ricordare che pianse amaramente per davvero tanto tempo, penso che quelle siano le lacrime più amare che si possano piangere, quelle di quando ti rendi conto di aver tradito la fiducia una persona amata, che ti ama e che ti stima davvero tanto. Quando pensi che per un tuo gesto perderai quella persona, perderai tutto quello che hai costruito, è davvero una sensazione bruttissima.
Piangere ci libera molte volte, ma alcune volte non ci fa sentire meglio, quello che c'era prima resta li e noi non sappiamo cosa fare, nonostante tutto...
Sono salito dalla mia immersione e la barca non c'è ad aspettarmi, la mia barca, quella con la camera di decompressione, non la vedo nemmeno all'orizzonte col sole che inizia a tingersi di rosso, sapevo che mi ero soffermato troppo, e pensavo mi avrebbe aspettato per sempre, che stupido che sono...
Ora piango in attesa degli eventi...

martedì 20 febbraio 2007

Mele e Platone

Leggevo un libro, non di uno scrittore ritenuto tanto serio ed illuminato, ma in un certo passaggio mi sono soffermato un bel po', a riflettere e meditare. Forse ha ragione!
Avete presente il racconto che si attribuisce a Platone su Zeus che per invidia taglia l'Uomo a metà, metà uomo e metà donna e ci costringe a cercarci per tutta la vita a sentirci incompleti se senza la nostra metà. Immagino di si, c'era anche in un film di Aldo, Giovanni e Giacomo!
E se l'altra metà non fosse la nostra anima gemella, ma una cosa di più difficile da trovare, noi stessi, la nostra felicità, la nostra realizzazione?
Non è così facile capire che cosa vogliamo veramente dalla vita, che cosa vogliamo fare, qual'è la "cosa", la nostra cosa, quella che ci rende unici, diversi da tutti. Per me non può essere la famiglia, inteso come sposarmi ed aver figli, la famiglia è un qualcosa con cui condividere la cosa, non la cosa! Per me bisogna essere felici al di fuori della famiglia e portare la felicità dentro, alimentare la famiglia con la nostra felicità, noi ed il nostro partner in modo tale da essere sempre felici col nostro partner e da crescere (per chi li vuole ovviamente, non io) i figli nel miglior modo possibile! In modo che capiscano quali siano i veri valori della vita.
Qual'è la mia cosa? Beh, non lo so ancora, so solo che al momento sono felice ed è già una gran cosa, mi sono accorto di grossi errori fatti in passato e sto cercando di recuperare quello che è possibile. Per il resto... Per ora è così, spero di trovare presto la mia metà, ma forse sono già sulla buona strada, dato che almeno la felicità l'ho trovata! Fate altrettanto!

Amici

Sono tornato ieri dal Brasile, per certi versi una brutta settimana perché mi sono preso non so che cosa e sono stato sempre male, febbre fino a 39, tosse, mal di testa e raffreddore. Ma solo per certi versi!
Per altri versi è stata stupenda, ho rivisto dopo tre anni un carissimo amico, Andrè, una persona davvero di cuore, molto piacevole e simpatica! Non mi ero accorto di quanto mi fosse mancato finché non l'ho rivisto. I quattro giorni che ho fatto a Fortaleza sono stati davvero belli con lui. Mi ha fatto vedere parti della città che un turista normalmente non guarda, ci siamo presi in giro sulle nostre differenze essendo lui architetto ed io studente di ingegneria, lui vuole ristrutturare tutto ed io ricostruire tutto! Lo so che è una cazzata, ma non la penso così, mi piace stuzzicarlo come facevamo quando lui era in casa con me, Fabio e Marco a Torino.
L'ho visto davvero bene, con una bella ragazza che ama davvero, con un buon lavoro e felice! Ecco una brava persona, ve la presento, è quello che cerca di mettere la pizza nel mio bicchiere di birra!

Ingratitudine

Come è facile scontrarsi con l'ingratitudine! E come ci comportiamo noi? Spesso non bene, ed è forse anche logico, ma è giusto?
Grande domanda ma difficile risposta! In teoria dovremmo perdonare ma la pratica è difficile da attuare, devo dire che non mi sono mai ritrovato un grosso ingrato, solo piccole cose per cui non è difficile dire "Massì, chi se ne frega, vattene per la tua strada! Io proseguo per la mia!", non mi sono mai trovato a dare davvero tanto ad una persona e sentirmi poi pugnalare alle spalle. Quando è successo ormai avevo perso la stima e l'amore per questa persona, la pugnalata non è andata a segno, e si è ritorta contro. Certo mi deve ancora delle cose materiali, ma so già che non la rivedrò mai quella cifra e non posso far altro che sperare che li spenda in un certo modo, e ciò non è proprio perdonare, ma non me ne vergogno, non sono un buonista!
Forse ho fatto il contrario, ho fatto l'ingrato con una (o più) persona, volontariamente o no. Ci sono stati parecchi momenti bui nella mia vita, prima di essere felice come sono ora, e mi dispiace di questo, me ne vergogno anche perché mi sono di sicuro dimenticato di alcune di queste mie cattiverie gratuite o meno! Ora penserete che io voglia che queste persone mi perdonino, che questo post sia indirizzato a loro, ma non è così, molto pochi leggono il mio blog e di sicuro non queste persone.
Ora siamo qui e cerchiamo di vivere meglio, non facciamo del male a chi ci vuole bene e cerchiamo di valutare bene a chi dare il nostro amore, la nostra amicizia. Io in questo sono stato un po' drastico, ho tagliato via molti finti amici e sono rimasto con poche persone vicine, ma sulle quali posso contare davvero! Mi va bene così!

martedì 13 febbraio 2007

Scuola

Mah, che mi dite della vostra esperienza scolastica? Io della mia ho bei ricordi, mi spiace solo di aver perso di vista tanta gente, delle elementari ricordo che avevo un amico del cuore, Filippo, purtroppo le vite si sono separate all'epoca delle medie e non ci siamo più visti, se non raramente, ma il rapporto che avevano è passato come è passata quell'era...
Delle medie ho un ricordo molto tenue, non ho avuto grosse amicizie, delle superiori al momento forse non avevo grossi piaceri, ma mi sono fatto dei carissimi amici che vedo tuttora, l'estate scorsa abbiamo fatto una bella cena ed eravamo davvero tanti, non pensavo di vedere così tanta gente. Mi ha fatto davvero piacere vederli tutti, non solo i soliti che sentivo! Vedere gente che dopo dieci anni fa tanti lavori diversi, sposata, con una bella bimba...
Mah, sensazioni piacevoli, serata stupenda ma finita troppo presto!
Ma la vera scuola di vita forse non si impara sui banchi, penso di aver imparato molto grazie ad una persona speciale, Luciano, è stato il mio istruttore di pallanuoto, il mio capo quando facevo il bagnino. Una persona molto dura ma che mi ha aiutato molto! Ed ora mi sento in colpa perché non lo sento da molto, e non mi decido mai a chiamarlo, non saprei come giustificare questo silenzio di tre anni. Mah, come fare a superare queste cose?

lunedì 12 febbraio 2007

Maleducati

Ma quanti maleducati incontriamo nella nostra vita? Parecchi! C'è gente che non sa proprio stare al mondo e scarica le proprie frustrazioni sul prossimo, vuoi che sia il commesso di un negozio, il sottoposto, il figlio, il genitore anziano... E' gente che non sa star con stessa e se la prende con te!
Io ne vedo tanti, non solo come passeggeri, ma anche come colleghi purtroppo, colleghi che se la prendono con allievi, responsabili che se la prendono con allievi (sempre in mezzo alle tempeste loro!) e con gente come me che sono determinato e non ho possibilità di sollevare polveroni! Una volta me la prendevo, ora me ne frego! Ho la fortuna di fare un lavoro dove ogni volo sono con un equipaggio diverso, perciò domani non ti vedrò e tu puoi andare a fare in culo col tuo carattere, ed io me ne sto bene comunque!
Il fatto è che mi spiace per certi ragazzi che sono un po' il bersaglio di questi elementi, gente che fa la muffa in un posto da anni e non è in grado di far altro e se la prende col ragazzino (o la ragazzina) appena arrivati per delle cavolate! Certo che c'è da farsi grandi per far la voce grossa con una persona che è sul tuo stesso posto di lavoro per IMPARARE il lavoro! Ci credo che fa degli errori, è li apposta! E che vuoi dire a questa persona? Nulla, hanno la testa così e non la cambieranno di sicuro, al massimo puoi andare dall'allievo e dirgli di star tranquillo che è solo normale non sapere certe cose e di impegnarsi, non tutti sono così. Di pirla ne è pieno il mondo!
Ma è così difficile vivere serenamente? Evidentemente per certe persone si, non hanno idea di che vuol dire star in pace con stessi ed il mondo!
Ragazzi, rilassatevi nella vita e concedete un sorriso anche a questi maleducati, un giorno o l'altro capiranno l'inutilità del loro comportamento, e se non lo faranno si faranno una vita di merda, non facciamoci buttare in merda un solo momento della nostra per colpa di frustrati, gli daremmo partita vinta!

sabato 10 febbraio 2007

Mare

Il mare, lo adoro! E' una di quelle cose che mi rilassa in una maniera assurda. Addormentarsi con il rumore della risacca è bellissimo, e devo dire che sono molto fortunato, col lavoro che ho mi capita più spesso di tanti altri di vedere il mare, di fare un bagno, di star bene!
Non so se voi fare immersioni, ma se le fate avete idea della pace che c'è sott'acqua, è bellissimo guardare in alto e vedere le bolle che salgono, immersi nel totale silenizio interrotto solo dai respiri, vedere i giochi di luce del sole con le onde... Una vera sensazione di pace!
Il mare è relax per i più, spiaggia, pesca, gite, pennichelle...
Beh, oggi non è una giornata molto prolifica, sarà che sono un po' scazzato, sono a terra da troppo tempo e mi viene un po' di nostalgia del mare e soprattutto del volo!

giovedì 8 febbraio 2007

Felicità

Felicità! Cosa può esprimere più felicità di una risata cristallina di un bimbo? E' la felicita più pura,più spensierata! Quando mai potremo essere felici così come lo eravamo da piccini? Per me mai, la felicità è sempre offuscata da qualche nube quando si è "grandi", c'è sempre qualche pensiero che ci tormenta!
Quando impareremo ad essere un po' più felici? Devo dire che lavorando in mezzo alla gente vedo davvero molti comportamenti diversi, mi faccio spesso delle domande. Come sapete lavoro come steward in una compagnia charter (non vuol dire che è più pericolosa di quelle di linea, vuol dire che ci facciamo rotte turistiche) e porto sempre gente in vacanza, ma quante volte mi devo chiedere "ma che c'hai da essere incazzato che te ne stai andando una settimana alle Maldive?", e la risposta? Sinceramente non me la so dare, sono felice io che sto lavorando, perché ho un buon equipaggio, perché sto andando alle Maldive, perché sto volando, e perché mai una persona che sta finalmente andando in ferie dovrebbe essere incazzata col mondo? E purtroppo non sono poi così pochi quelli incazzati col mondo perennemente! E per cosa? Magari cazzate! Forse lo sto imparando tardi, ma sto imparando ad essere felice di quello che ho, mi piace il mio lavoro, mi piace star solo con me (anche se entrasse qualcuno nella mia vita non mi offendo eh!), mi piace passare il tempo coi vecchi compagni di classe, mi piace la mia vita, mi piace passare a trovare i miei.
Ci sono cose che non hanno davvero prezzo, ad esempio domenica scorsa ho passato una bellissima giornata a Napoli con una persona davvero speciale, ed anche se il destino mi impedirà di vedere nuovamente questa persona serberò in me il ricordo di una domenica ventosa a Napoli, passando di monumento in monumento, a piedi, in autobus, a pranzare sul mare...
Bisogna essere felici di quelle cose che la vita ci mette davanti! Certo, si poteva avere di più, ma si poteva anche non avere nulla! Ed io sto imparando a godere di quel che ottengo dalla vita!
Me ne sto accorgendo da poco, ma funziona! Ultimamente sorrido molto di più, ad esempio al lavoro, e sapete una cosa? La gente risponde, non tutta (ci sono gli orsi peggio di me), ma sorride, è più gentile, meno brusca e più accomodante!
E se iniziassimo a sorridere un po' di più al prossimo? D'altronde come diceva qualcuno: " Sorridi sempre, anche quando sei triste ... Non puoi sapere chi si innamorerà del tuo sorriso..."

mercoledì 7 febbraio 2007

Diritti e doveri

Quanto spesso si pensano ai diritti come propri ed ai dovere come ad un qualcosa degli altri? Io ho solo diritti e gli altri solo doveri! Troppo spesso!
Molti dei diritti che abbiamo ora sono il frutto di sacrificio di persone che sono vissute prima di noi, che sapevano qual'era il valore di tali diritti, ma noi non ci rendiamo conto del valore di questi!
Poco tempo fa mi sono riletto un vecchio libro "Fanteria dello Spazio", l'ho letto non più con gli occhi di un ragazzino quindicenne che legge un libro di fantascienza, ma con gli occhi di un ragazzo (quasi uomo) che vuole capire un qualcosa in più di politica. Heinlein, come molti scrittori di fantascienza, maschera le sue idee in un romanzo, per non farle risultare troppo forti immagino. Questo romanzo lo scrisse nel lontano 1959, quasi cinquant'anni fa, quando la guerra era ancora molto presente nella mente di noi occidentali!
Praticamente Heinlein posiziona il suo romanzo in un futuro non troppo lontano, e toglie al suo mondo il diritto di voto, il diritto di voto ce l'ha solo chi lo guadagna. Detto così è un po' riduttivo, ma vi consiglio di leggerlo per capire bene che cosa intende. Col tempo mi sono accorto che la storia del protagonista non è tanto al centro quanto l'esposizione di una democrazia alternativa alla nostra, che forse sbagliata non è!
Si legge, non tanto tra le righe, che gli uomini non sanno apprezzare una cosa "regalata" quanto una guadagnata, e che il diritto di partecipare alla politica, come votante o come rappresentante, è davvero importante. Nel suo libro i residenti godono di tutte le libertà di una democrazia, tranne il diritto di voto e la possibilità di insegnare storia e filosofia, per ottenere questi diritti e diventare "cittadini" devono fare due anni di "servizio militare", molto duro e rischioso ma al quale possono accedere tutti, esclusi solo coloro affetti da malattie mentali che li renda incapaci di comprendere il significato del giuramento da prestare. Perché il servizio militare? Beh, per dimostrare che si tiene al diritto di voto e si è disposti a mettere davanti a la società nella quale si vuole esercitare il proprio voto. Forse più che una democrazia è un'oligarchia, esercitata solo dai residenti che hanno voluto sacrificare degli anni della loro vita per la società, naturalmente per esercitare i loro diritti non devono essere dei "militari in carriera", solo una volta congedati possono ottenere la cittadinanza. Anche la polizia è piuttosto dura, ci sono pene corporali come la fustigazione, utilizzate anche nelle scuole. Non so quanto giuste possano essere, ma forse non sarebbero così sbagliate! Se mi merito dieci frustate non ci può essere indulto che tenga, me le piglio e mi lecco le ferite, col dolore associo l'azione del rubare a non buona e magari evito di farlo di nuovo. Come idea di base non è male, ma non si potrà mai di sicuro applicare! Si, c'è anche la pena di morte per impiccagione in questo ordinamento di polizia, per i reati ritenuti più gravi come rapimento ed omicidio, ma ricordatevi di quando è stato scritto il tutto!
Le cose sono viste in maniera un po' inquadrata, militare. La detenzione è vista un po' come una perdita di tempo, se sei recuperabile ti prendi la tua dose di frustate e poi sei come prima per lo stato, se non sei recuperabile... C'è da dire che ipotizza che questa società sia quasi priva di criminali, più che altro i giovani che commettono piccoli crimini corretti in sede scolastica dalla fustigazione.
Ma sarebbe così scorretto usare il dolore fisico per inibire il comportamento di certi giovani studenti che insultano professori, urinano sulla cattedra, picchiano i docenti, picchiano compagni disabili, etc, etc... per me no, di cos'hanno paura questi ragazzi? Di nulla ormai! Si sentono il diritto di avere tutto e di fare di tutto a chi limita questo loro diritto! Ed i nostri doveri dove sono? Non esistono, ci sono solo i doveri degli altri!
Esempio? Siete andati a tutte le elezioni alle quali avevate diritto di andare? Sapete che andare a votare è anche un vostro dovere? E' un mio preciso dovere andare alle elezioni e dire da quale pregiudicato voglio essere rappresentato, è un po' forte come cosa, lo so, ma voi sapete quanti rappresentanti abbiamo al parlamento condannati in via definitiva? No? Informatevi!
Diritti e doveri! Un poliziotto ha il dovere di andare a fare assistenza allo stadio ma non ha il diritto di difendersi con le armi all'attacco di facinorosi? Uno scapestrato ha il diritto di attaccare una camionetta dei carabinieri, ed il giovane militare attaccato non ha il diritto di esplodere un colpo in aria per difendersi? Dei deficienti hanno il diritto di prendersela con una ragazzo disabile, solo ed il resto della classe non ha il diritto di difenderlo? Ha il diritto di prenderlo in giro e filmarlo col telefonino?
Abbiamo una marea di leggi in Italia, ma quante di esse vengono applicate? Lo sapevate che esiste una circolare ministeriale del '98 mi pare che vieta l'uso del cellulare in classe per i professori, e successivamente modificata per includere pure gli studenti? Ma chi la applica?
Il decreto Pisanu chi lo ha applicato? Catania direi proprio di no, ma ci sono tanti altri stadi che non lo applicano. E' il grosso problema che abbiamo qui in Italia, non applicano le leggi, le pene, il buon senso comune!
Non possiamo lamentarci se al governo abbiamo delle persone che sono condannate in via definitiva se le abbiamo votate noi, o non ci siamo presentati alle elezioni, se non ci battiamo perché le fedine penali siano pubbliche per chi si butta in politica. Non possiamo lamentarci se aumentano le tasse e siamo i primi ad evaderle o a non pretendere gli scontrini anche per il caffè o la ricevuta dal dentista! Non possiamo lamentarci per i costi energetici se non stiamo attenti alle piccole cose (apparecchi in stand-by, sprechi d'acqua, lampade a basso consumo) e non pretendiamo di investire sulle fonti alternative (ma non intendo nucleare termo valorizzatori).
Ora concludo che per oggi ci ho dato un po' troppo dentro, da ora pensiamo un po' di più ai nostri doveri ed un po' di meno ai nostri diritti! E se volete cambiare un po' le cose fate qualcosa, non aspettatevi che lo facciano altri per voi!

martedì 6 febbraio 2007

Voltapagina

Quanto è facile cambiare la propria vita o parte di essa? Non lo è per nulla, io una volta ho già fatto un cambiamento abbastanza grosso, ma ripeto che non è per nulla facile. Quante volte però diciamo: "non ce la faccio più con questo lavoro che non mi piace e non mi lascia spazi", "io e la mia ragazza non ci amiamo più, tutta la storia è monotona", "non mi piace dove vivo, vorrei andare a vivere vicino al mare". Ma quanti di questi fanno qualcosa?
Pochissimi, quasi tutti proseguono nella monotonia del proprio lavoro, nell'apatia del rapporto che vivono con un'altra persona, nel grigiore della città che non amano. Lamenti, lamenti ma nulla di concreto per ovviare a quello che ci rende infelici! Allora non lamentiamoci, o fai qualcosa o basta lamentarsi! Non si può sperare che la vita cambi come in una favola!
E' molto difficile avventurarsi in una nuova via, magari buia e sinistra, magari pure da soli perché chi ci stava vicino ci abbandona con questa scelta. In quei momenti ci spiazza molto il comportamento di queste persone, è l'ennesima difficoltà del cambiamento ed è li che si vede chi è in grado di farlo. Chi rischia il tutto per tutto per un ideale, per star forse meglio. Si, forse, perché la nuova via potrebbe non essere all'altezza delle nostre aspettative!
Io sono contento della scelta che ho fatto tre anni fa, al momento faccio un lavoro che mi piace (e non è poco) nonostante sia un po' precario, ho la mia indipendenza (cosa davvero molto importante per me), un buon rapporto con la mia famiglia (cosa che dovrebbero avere tutti) per non parlare di tutti i posti che ho visitato in questi anni, della gente che ho conosciuto, delle ragazze di cui mi sono innamorato. Non oso immaginare che cosa mi riserva la vita per il mio futuro, ma sono positivo. Sono contento.
Siate felici anche voi della vostra vita e se non lo siete fate qualcosa per cambiarla! I cambiamenti non arrivano come fossero un miracolo, vi costeranno parecchio, ma spesso il costo è poco rispetto a quello che si raggiunge!

lunedì 5 febbraio 2007

Le nebbie nella vita


Eccoci qui, un giorno come un altro, un'altra mattina senza aver fatto buon riposo e senza saperne il motivo. Cos'ho in questi giorni? Che mi sta succedendo? Probabilmente non riesco a vederlo per la nebbia che avvolge la mia vita in questo periodo, o forse sono io che mi sono immerso nella nebbia per darmi il tempo di decidere con calma su quello che dovrò fare.
Molto probabilmente dovrei seguire i segni che mi mette davanti il destino, come ho fatto tre anni fa quando ho iniziato a fare questo lavoro. Proprio ieri è venuto fuori l'argomento (che sia un caso, non penso proprio) de "L'Alchimista", e se non l'avete letto vi consiglio di buttarci per lo meno un occhio, è molto scorrevole e piacevole come libro. Per alcuni un po' semplicistico, ma secondo me pieno di verità.
Io non sto male, ho 29 anni, ho un lavoro (precario ma buono), sono in salute (un po' di pancetta ultimamente, ma sto bene), ho dei buoni amici (sono pochi ma dei grandi) cosa posso volere di più? Beh, se proprio devo fare lo spaccapalle... quello che mi manca è una persona che mi stia vicino, una brava ragazza che mi sopporti. Ma dov'è? Chi lo sa, magari ce l'ho sotto gli occhi e non la vedo o non la voglio vedere, e perché? Forse perché mi guardo troppo indietro e non riesco a ricostruire un futuro, forse perché ho paura di trovare qualcuno con cui costruire qualcosa, perché se tutto finisce mi ritrovo col culo per terra. Ma ne vale la pena? Nonostante tutto quello che ho sofferto non posso che rispondere di si, non posso che dire che anche una sola giornata con certe persone valgono le pene che devi poi sopportare.
A volte si sta bene da soli, ma volete mettere col piacere di vedere un tramonto vicino ad una persona con la quale c'è feeling? Passare una giornata a parlare di un po' di tutto, a stuzzicarsi, a ridere insieme?

domenica 4 febbraio 2007

Ho visto Grillo

Ieri sono stato al raduno nazionale dei MeetUp degli amici di Grillo, molto interessante devo dire. Al mattino, prima dell'arrivo di Grillo, erano tutti indaffarati nel discutere se dare una struttura a tutti questi piccoli gruppi locali oppure se lasciarli come sono. I più da quello che ho capito volevano lasciarli come sono, perché politicizzare questi piccoli gruppi avrebbe significato snaturarli.
Alla fine, quando è arrivato Beppe, si è radicata questa posizione, lui ha detto che aveva convocato i singoli gruppi per fare un po' il punto sul prossimo tour che intraprenderà, perché lui intende coinvolgere di più i gruppi locali, che lo vogliono naturalmente, perché possano mostrare i problemi locali durante lo spettacolo e portare un esempio di soluzione, non solo per far critica ma anche per far della critica costruttiva, per far vedere quali possono essere le alternative a certi comportamenti sbagliati. Sono rimasto davvero stupito nel vedere che a Torino porteranno il sindaco di Novara per far vedere i risultati raggiunti con la raccolta differenziata nella provincia, ed io che la denigravo sempre...
Tante cose mi hanno colpito in quella giornata, vedere come siano organizzati (o non organizzati) certi gruppi rispetto ad altri, ed il bello è che funzionano tutti! In base alla realtà in cui ci si muove bisogna adattarsi, ed è forse anche per questo che dare una struttura unica a tutti i Meetup sarebbe oltre che inutile, controproducente.
Quello che diceva Grillo non era errato, noi dovremmo cambiare le cose dal basso, dal locale, alla fine siamo quattro gatti e non possiamo fare dei progetti più grossi di noi.
Dalle piccole cose si può iniziare a cambiare il mondo!

venerdì 2 febbraio 2007

Bivio

Passiamo tutta la nostra vita da un bivio all'altro, ma mi chiedo in base a cosa facciamo una scelta piuttosto che un'altra, e soprattutto mi chiedo perché dopo aver fatto la nostra scelta spesso torniamo indietro a chiederci perché non abbiamo fatto l'altra scelta, dando per scontato che non ci avrebbe portato nello stesso punto.
Spesso le due strade che si diramano da un bivio presto o tardi si ricongiungono dandoci l'impressione di essere noi a scegliere la strada.
Ma in realtà viene la strada è scelta da qualcosa di più grande? Chiamatelo come volete, Dio, Allah, Geova o semplicemente Fato.
Io come tutti voi ho fatto le mie scelte, alcune giuste ed altre molto sbagliate ma purtroppo non posso modificarle, posso solo cercare di dimostrare che ho capito dove ho sbagliato e non rifare gli stessi errori, ma spesso si è recidivi. Ci sono persone che non ti danno una sola possibilità, te ne danno parecchie e ci si accorge di quello che si è fatto appena commesso l'ultimo errore. Come lo chiamate voi questo? Io scherzo del destino e stupidità dell'Uomo!
Quanto influisce il libero arbitrio ed il Fato nella vita e nel destino di ognuno di noi? Mah...
Ed è impressionante pensare che più uno impazzisce per prendere una decisione più facilmente ci ritornerà sopra a rimuginarci, a pensare che forse l'altra strada l'avrebbe fatto star meglio, l'avrebbe condotto ad una situazione migliore.
Sapete che vi dico? Fate le vostre scelte, ed una volta intrapresa la via non voltatevi indietro, tanto la vita è a senso unico, e guardarsi indietro non serve altro che a star peggio. Al massimo guardatevi avanti e cercate un piccolo sentiero (piccolo e pericoloso) che vi conduca nella via che voi ritenete retta!
Non mi resta che augurarvi di fare le scelte giuste per il futuro!