lunedì 28 aprile 2008

Perdonar sè stessi

Pochi giorni parlavo insieme ad un amico di questo argomento, senza venire a capo di nulla, ma arricchendosi dei diversi punti di vista e giungendo ad altri grazie a spunti dati da questi ultimi.
Io penso che per alcuni sia così, sia molto più difficile perdonare un altro che perdonare sé stessi. Si devono perdonare persone che ci hanno tradito, in un senso o in un altro ma comunque tradito di sicuro le nostre aspettativa, ed io ritengo che sentirsi tradito è una cosa abbastanza grave, più la persona ci vicina tanto più stiamo male ed è più difficile perdonarla appunto perché ci ha fatto molto male. E cosa dire di chi è così vicino da risultare la stessa persona? Appunto sentirsi tradito da te stesso! Ci si rimette di sicuro in discussione, fare qualcosa che non si riteneva possibile, che va contro i propri principi. Se qualcun altro calpesta i tuoi principi ok, ma se sei proprio tu che non li rispetti, nonostante li ritenessi molto più che importanti, cosa ti provoca? Non sono Psicologo, e non conosco i termini, ma di sicuro un casino interiore non indifferente! E da questo secondo me deriva il fatto che prima di perdonarsi una "signora cazzata" ne passa molto di tempo, bisogna prima metabolizzarla e capire perché la si è fatta, maturare fino al punto di intercedere con sé stessi. Non parlo di essere leggeri con questo, anzi, uno che prende le cose con leggerezza non arriverebbe nemmeno ad accorgersi di essere in conflitto, per il semplice motivo che non ha principi seri da calpestare.
Spero sinceramente di non farlo mai, perché se sono così duro con gli altri figuratevi come lo sarei con me!

2 commenti:

Kermit ha detto...

Ho avuto modo di cambiare molte mie posizioni radicali riguardo a questo argomento negli ultimi due anni.
Personalmente ho sempre tenuto molto al rispetto dei miei principi e negli ultimi periodi il mio più grande malessere era provocato dal sapere di vivere un momento di autoindulgenza, dovuta principalmente ad una condizione emotivamente stressante su tutti i fronti.

Però mi sono accorto, soprattutto grazie a dei fattacci che l'ira verso se stessi, quando si percepisce d'essersi traditi, spesso rispecchia una certa mancanza d'umiltà. Quasi come non potessimo sbagliare!

I principi morali non sono il tronco robusto di una pianta, quanto piuttosto le sue salde radici. Non dovrebbero essere propugnati e manifestati, ma vissuti ed assorbiti, anche e soprattutto dai nostri errori.
Almeno, questo è quello che penso oggi come oggi.

Mi sono tanto incazzato con me stesso da non riuscire più ad avere dialogo con nessuno. Rischiavo di perdere tutto per non sapermi perdonare: così facendo continuavo a sbagliare.
Perdonare gli errori a se stessi non significa dimenticarli e ignorarli, ma permettere che il ricordo e la vergogna brucino dentro per sempre, a monito per il futuro, per ricordarci che la nostra morale non è una bandiera ma un valore soltanto nostro!

Perdonare me stesso in questo modo, senza passare sopra a nulla ma senza farmi scudo con la mia "possente ira", mi ha obbligato a guardarmi allo specchio e ammettere con me stesso che nessuno è esente da errore. Ma non per questo è deprecabile!
E indovina? Ho imparato a perdonare un pochino di più gli altri.

Se ti disprezzi almeno un po' riesci a calarti meglio nei panni di chi disprezzi... e condannare diventa più difficile.

Ti lascio un detto cinese che ritengo molto saggio: "La sequoia è alta, forte e robusta ma è tanto rigida che è la prima a spezzarsi quando infuria la tempesta. Il giunco invece è fragile e sottile, ma si piega alla corrente mantenendo salde le sue radici".

Armonia è la parola chiave che mi sono dato per il 2008. Ma su di me non scommetterei! ;)

Centurion ha detto...

Cacchio Paolo, devo ammettere che quello che hai scritto è davvero molto profondo. Al momento devo ancora assorbire la cosa, metabolizzarla e poi vedrò se ho capito quello che dici. Forse non sono ancora maturato abbastanza per capire quello che dici, o forse è solo questo periodo troppo incasinato per lasciarmi il tempo di esplorare me stesso profondamente.
Per ora ti ringrazio di vero cuore dei tuoi pensieri, sono sempre bene accetti e molto molto maturi...