lunedì 12 maggio 2008

Partite perse

Sono le due e rotti della notte ed io sono ancora sveglio a scrivere il mio piccolo blog, ma non ho sonno, per nulla.
Stasera mi è capitato di osservare una cosa che mi ha fatto riflettere, ed essendo un ex giocatore mi fa pensare ancora di più: come è possibile giocarsi una partita all'ultima mano? Si aveva quasi la vittoria in pugno e nel giro di un secondo la vetta che si era praticamente raggiunta ci scivola dalle mani e va a finire a 2000 metri sopra di noi.
In quanti campi noi facciamo queste cazzate? Finchè è una partita di calcetto chi se ne frega, ma se ci bruciamo ad un colloquio all'ultima domanda e così perdiamo il lavoro? Se uscendo con una ragazza ci bruciamo con qualche frase o atto ancora prematuri e ci giochiamo una persona d'oro? Se crescendo un figlio ci perdiamo la fiducia che lui ripone in noi con una mossa sbagliata?
Strano come da piccoli gesti si parta per farsi tutto un giro mentale e riflettere su cose che si pensavano lontane, ma che poi così distanti non lo sono.
L'importante per me è vivere felici e soddisfatti, in tal modo è più difficile fare errori e si trasmette comunque serenità.
Solo chi combatte può perdere, chi non combatte ha già perso. Perdere è sempre un rischio, ma non perdiamoci d'animo, c'è anche il rischio di vincere, fino all'ultima battuta...
c

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