sabato 30 maggio 2009

La legge è uguale per tutti?

In questi giorni mi è passato spesso per la testa questa domanda: "Ma la legge è uguale per tutti o alcuni sono più uguali degli altri?"
Mi avevano insegnato che il terzo articolo della nostra costituzione dice:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.(...)"
Se fosse veramente così perché chi deve pagare sono sempre i soliti? Se uno lavora in regola, e a causa dei contratti che ci sono al giorno d'oggi (da schifo oserei dire) deve cambiare quattro lavori all'anno al momento di fare la dichiarazione dei redditi si vede appioppare varie centinaia di euro di tasse che non sono state pagate a causa delle aliquote diverse. Sinceramente non ci ho capito nulla di questa cosa, sono un informatico e non un economista. Mi chiedo come è possibile che lavorando in regola, dichiarando tutto, alla fine ci venga detto che non abbiamo pagato tutte le tasse, mica siamo noi che le versiamo! Ora immaginate un'azienda (magari concessionaria di un monopolio) non paga tasse per quasi cento miliardi di euro(comprese tasse non pagate, multe ed altro), pensate che questa pagherà così come il povero tapino da 4 lavori all'anno?
Perché io devo andare a rendere conto davanti ad un tribunale e certa gente è intoccabile, nel senso che non può subire un processo?
Mi sa che non siamo poi così uguali davanti alla legge...

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