
Quante ce ne arrivano nella vita? Direi tante, troppe. E quelle che ci feriscono di più sono quelle inferte da chi consideriamo amico. Da un nemico ti aspetti certi comportamenti, e sei prevenuto. Con una persona cara non hai difese, perché pensi che questa persona mai ti farà del male. Ed è qui che casca l’asino. E queste cose succedono da tanto tempo e non so mai se finiranno... Chi pugnalò alle spalle Cesare? Suo figlio, no?
Ma cos’è che fa più male? Il fatto che questa persona ci abbia pugnalati oppure il nostro risvegliarci dal sonno e renderci conto di aver dato fiducia a chi non meritava nemmeno una briciola di tutto quello che gli abbiamo dato? La ferita fa male, ma fa star molto più male la caduta di fiducia in sé stessi nell’aver valutato male una persona ed averle permesso di varcare tutte le difese per colpirci al cuore.
Come ci si può riprendere, come si reagisce a tale evento? Bene o male ne escono tutti, ma con le loro belle cicatrici che servono a rammentare la propria stupidità nel passato. Praticamente tutti mettono nuove barriere tra sé e le nuove conoscenza, e talvolta le barriere si frappongono alle vecchie amicizie. Si diventa più diffidenti, con più pretese nei confronti degli altri. E talvolta si mettono delle barriere che difficilmente qualcuno riuscirà ad abbattere.
E chi ha ferito che fa’? Si vanta delle sue imprese? Talvolta si, ma ci sono anche delle serpi (mi scusino gli animali striscianti) che dopo queste loro imprese hanno ancora il coraggio di fare le vittime e di girare i fatti contro lo sfortunato che hanno incontrato sul loro cammino. Come? Semplice, comportandosi secondo la loro natura, mentendo a più non posso e troveranno sempre chi darà valore alle loro parole.
Si possono prendere tutte le precauzioni del mondo, ma ci sarà sempre qualcuno che sfuggirà alle strette maglie delle tue difese per ferirti al cuore, perciò fai attenzione...