martedì 30 gennaio 2007

Emergency Brake

Siete su di un treno (o una metropolitana) che si dirige verso una certa destinazione, ma ad un certo punto avete la sensazione che non vi state più dirigendo dove volevate voi e gli altri passeggeri, ma nessuno si azzarda a bloccare il treno che si sta dirigendo verso il nulla, verso la desolazione. Che fate? Premete voi il freno? Vi prendete voi la responsabilità di bloccare tutto, forse per nulla?
Beh, non so voi ma io eri l'ho fatto, non un treno qualsiasi, ma quello della mia vita. Ho tirato il freno di emergenza, ho tirato fuori il vecchio conducente ed al suo posto ne ho messo uno meno tecnico ma più istintivo.
Il treno aveva iniziato a discostarsi da un paio d'anni, ma non mi ero accorto subito dell'errore commesso, vuoi per l'orgoglio vuoi per la stupidità... Man mano che procedevo c'era stato qualcuno (soprattutto una persona) che mi aveva indicato che la via non era quella, che dovevo tornare indietro e che la coincidenza mi avrebbe aspettato nonostante avessi fatto alcune fermate non previste, non richieste e soprattutto senza senso, la cosa peggiore è avvenuta alcuni mesi fa quando mi si stava avvisando per l'ultima volta, ma invece che fermarmi e tornare indietro ho quasi investito questa persona accelerando, tappandomi le orecchie.
Le prime incrinature si sono avute il 6 gennaio quando un'amica mi ha fatto riflettere sul mio comportamento, ma è solo ieri sera che ho preso il coraggio a due mani ed ho tirato la maledetta leva, fermato il tutto bruscamente e diretto il tutto verso la mia stazione, dove mi aspettava la mia coincidenza. Probabilmente ho superato il punto di non ritorno ma non mi interessa, ho perso troppo tempo e devo fare l'impossibile per recuperarlo, costi quel che costi.
Come ho fatto a cambiare strada per dei futili motivi come l'orgoglio, la stupidità? Perché ci si rende conto sempre quando è troppo tardi che ciò che si aveva non solo era prezioso, ma era indispensabile.
Sto correndo come un sub che risale perché ha la bombola senz'aria, ma se resta sotto morirà soffocato, se sale e raggiunge la superficie l'avrà fatto troppo in fretta e morirà di una morte dolorosissima. L'unica infinitesima speranza è che una barca (non una ma la barca) abbia la camera iperbarica a bordo. Bene, io ho scelto di salire nonostante tutti gli allarmi che suonano, che mi dicono che ormai è troppo tardi. Io spero che lei sia ancora li, che mi abbia aspettato e se non è così farò una morte lenta e dolorosa, ma non potrò lamentare perché me la sono cercata. Non dovevo rimanere sotto così a lungo, tutti i computer mi hanno avvisato, ma io non ho voluto dar loro retta ed ora...
Non so quanto sarà lungo questo viaggio in treno a tutta velocità, non so nemmeno quanto sarà lunga la riemersione, ma mi fanno già male le orecchie... Spero di poter vedere presto se c'è ancora qualcuno ad aspettarmi, ma è difficile che lo sappia presto.
Ieri sera è stata molto dura ma ho alla fine seguito il mio cuore, alla fine mi sentivo un peso in meno sullo stomaco, ma il passato resta e spero di riuscire ad essere in tempo per aspettarmi, spero tu mi aspetterai "Piccola", anche se non lo merito.

lunedì 29 gennaio 2007

Caos

Sono tornato ieri dalle Maldive e come al solito ho mille impegni per i pochi giorni che passo qui a casa: passaporto, certificato di disoccupazione, computer da riparare, amici da ascoltare, etc...
Ma quando mi troverò del tempo per me? Puro e semplice dolce far nulla? L'ideale sarebbe passare molto tempo e di qualità con una persona speciale, che non ho, ma che avevo e perso. Ho la vita che è un vero casino, ma la cambierei? E per cosa? Una vita da pilota dell'aeronautica militare italiana? Forse, ma così non avrei conosciuto certe persone o non avrei mantenuto i contatti con certe altre. Fino a qualche tempo fa non me ne sarebbe importato per nulla, ma non erano entrate certe persone nella mia vita, non conoscevo il vero significato di alcuni rapporti, di alcune persone.
Ed ora? Cosa cambierei della mia vita? Andrei indietro fino alla festa della donna del 2005 e mi farei un bel discorsetto, e anche se questo volesse dire cessare di esistere così come sono per essere sostituito da un me con altre esperienze l'accetterei, probabilmente l'unica modifica che farei del mio passato, del resto terrei tutto, non mi porterebbe a quel punto altrimenti.

venerdì 26 gennaio 2007

Considerazioni

Considerazioni? E su cosa? Non lo so nemmeno io, sono qui alle Maldive ed è una serata un po’ morta, la giornata è passata un po’ così, sveglia alle nove per fare una frugale colazione (stavano chiudendo tutto) preso la mia attrezzatura e corso sulla barca per fare un’immersione senza bombole all’isola di Bandos, rientro e pranzo, pomeriggio passato con delle chiacchiere piacevoli, due o tre inconvenienti informatici, cena a sfruttare il mio inglese arrugginito (dire arrugginito è essere estremamente buoni, mi ci vorrebbe un mese in un paese inglese, solo) col comandante e la moglie, e poi?
Tutti al bar per una serata un po’ fiacca, spariti bene o male tutti, quelli dell’altra compagnia che ce provavano a spada tratta con le nostre belle allieve, giro col collega al bar della disco (se dire che il mio inglese è arrugginito è essere buoni, dire che quell’insieme di cemento e legna è una discoteca…) per vedere cinque giapponesi in pista, tutti i tavoli pieni, niente ragazze con cui fare almeno due chiacchiere e rientro in stanza per scrivere qualcosa sul mio blog. Dire che mi sto spaccando le palle alle Maldive può sembrare una bestemmia ai più, ma la sosta non è la vacanza.
Fossi in vacanza sarei qui con la mia ragazza (non sono in vacanza e non ho la ragazza, conoscete il significato del periodo ipotetico, beh, questo lo è molto), non è che sono un posto per vita notturna le Maldive, sono un posto per coppiette e se non ti pigli una bella storta la sera è un po’ dura farsela passare e stasera è una sera un po’ stagnante e se dovessi bere qualcosa mi piglierei quella che in codice è la “ciucca triste” e non mi sembra il caso.
Penso già al colpo che mi prenderò al rientro per i turni nuovi, alle mille cose da fare nei pochi giorni a casa, ma che vita è questa? Sarebbe bello avere già una famiglia? Dipende! Dalla compagna, se è quella giusta si può costruire una bella famiglia, ma dove si trova? E soprattutto come faccio a sapere che l’ho incontrata? Al momento sto facendo a dir poco terra bruciata intorno a me, tengo a debita distanza persone che sono interessate a me (se a me non interessano meglio che non si verifichino problemi), il bello è che mi tengo anche a distanza le ragazze che mi interessano per il semplice (o forse contorto) motivo che se mi interessano e le valuto come “brava ragazza di cui potrei innamorarmi” le allontano perché potrei soffrire, le uniche con cui potrebbe succedere qualcosa sono quelle di cui non mi frega nulla e viceversa, ma… Ma quanto cazzo è complicato sto discorso? Ed il bello è che non ho mai fatto uso di droghe e non sono sotto l’effetto di alcool!
Vabbè, lasciamo perdere che è meglio, ora mi infilo a letto e spero che domani sia un giorno migliore, anche se le speranze sono poche, semplicemente perché ultimamente mi sto facendo un po’ di seghe mentali con domande esistenziali. Passerà un giorno, spero soffiato da una persona che condividerà con me i futuri momenti della mia vita. Ma dove sei? Dove ti nascondi? Forse nel mio passato?

sabato 20 gennaio 2007

Ventinove

Ebbene sì, da oggi ho 29 anni. La cosa mi lascia un po' stranito, a pensarci sembra ieri che stavo al Fauser (la scuola superiore dove mi sono diplomato nel 1997) insieme a Paolo a fare il pirla... sembra ieri l'anno di naja a Cremona... sembra ieri... Invece è già oggi, ho ventinove anni, faccio l'assistente di volo, non ho una ragazza, forse sono innamorato. Ma chi sono io e come mi sono evoluto in questi anni?
So di non essermi comportato male nella mia vita ma forse nemmeno bene, mi sono barcamenato.
Sinceramente non so dove andare, non ho ancora progetti chiari nel mio futuro e non so con chi percorrerò questa via che deciderò di scegliere ma mi auguro che sia la persona giusta?
Quante domande oggi, quanti perché e quante poche risposte.
Al momento sono molto stanco, in seguito ad un volo massacrante dal Brasile, e non riesco a concentrarmi molto nè a scrivere molto.
Probabilmente proseguirò prossimamente questi pensieri, che periodicamente si affacciano alla mia mente e mi fanno perdere ore di sonno. Spero di avere presto le idee chiare sul mio futuro...

mercoledì 17 gennaio 2007

Italiani e la guida


Oggi rientrando a casa dopo aver passato il solito semaforo multiplo di Samarate mi sono trovato uno scooter nel mezzo della mia corsia, ho rallentato (forse non dovevo) abbagliato e suonato, sapete che ha fatto il tipo? Dai, indovinate!
Mi ha mandato a quel paese! Incredibile, ma questa cosa mi ha dato da pensare: è una cosa comune...
Quando siamo noi a fare un'infrazione non ci assumiamo praticamente mai la responsabilità, se ci fanno la multa per eccesso di velocità sono dei bastardi i vigili, se ci fermano i carabinieri perché eravamo in rotonda a 70 chilometri orari sono dei pignoli, in autostrada in terza corsia abbagliamo a manetta (naturalmente insultandolo) a chi ci sta davanti anche se è a 150 all'ora, alle strisce non ci fermiamo e facciamo le scarpe ai pedoni apostrofandoli. E poi che facciamo, magari a distanza di pochi minuti, vediamo passare uno a 55 all'ora dove il limite è 50 e gli diciamo di tutto, uno che fa una curva un po' sportiva è un pirata della strada (magari noi nella stessa curva ci siamo impastati 3 volte, ma il pirla è lui, noi siamo stati sfortunati), in autostrada deserta ci piazziamo in seconda corsia a 90 km/h perché quella di destra è dei camion e se qualcuno osa abbagliare lo insultiamo e non ci spostiamo (tranne nel caso si accendano delle luci intermittenti azzurre) e via dicendo.
Ma sinceramente la cosa che sopporto di meno è mettere a rischio la vita dei bambini, lavorando in aereo lo vedo tutti i giorni che i bambini hanno un'intolleranza congenita alla cintura, e non posso far altro che dedurre che tali bambini non mettono la cintura in auto, quando ero bambino io (pochi lustri fa) non c'era l'obbligo delle cinture, ma ricordo che dovevo metterle lo stesso perché altrimenti ci pensava mia madre a persuadermi. E perché i genitori non le fanno mettere ai propri figli e poi quando si stampano in autostrada ed il figlio viene sbalzato e finisce in mezzo all'autostrada piangono, si disperano e danno la colpa a tutti tranne ai reali responsabili: loro stessi? Io metterei in carcere loro per omicidio colposo, non ha colpe il bambino che non vuole mettere la cintura, ma il bambino non conosce cosa è meglio per lui. Il genitore, in quanto tale, ha il dovere di essere responsabile in primis per il proprio figlio e poi per se stesso.
Ma lasciamo stare, mi sto solo incazzando col mondo senza poter far nulla per cambiarlo. Al massimo posso cercare di comportarmi alla guida nella maniera migliore, prendermi le mie responsabilità e se mai (spero proprio di no) avrò dei figli fare il massimo per garantire la loro sicurezza, a costo di qualche culo caldo e urla, in due viaggi si abituano i bambini!
Ah, mi ci metto dentro anche io in quelli che usano due pesi e due misure alla guida, ma ultimamente mi sono accorto di questo, e riconoscere i propri errori è il primo passo per evitarli in futuro!
Buona guida sicura a tutti!

martedì 16 gennaio 2007

Stragi e pazzia

Col lavoro che faccio sono spesso in giro per il mondo, e spesso e volentieri non accendo televisione il cellulare, solo raramente quest'ultimo.
Praticamente mi isolo dal mondo. L'ultimo volo che ho fatto è stato Messico e Cuba, 3 notti in giro per il mondo. Salgo sull'aereo, tutti i vari controlli di routine, ritardi e problemi che comportano e via via tutto come al solito. Finito di fare ciò che dovevo mi rilasso un attimo, bevendo un bicchiere d'acqua mi cade l'occhio sul quotidiano e come al solito mi chiedo: "Chissà che è successo di nuovo in Italia?", apro la prima pagina e ne rimango sconvolto, un titolo del tenore di "E' STATA LEI A SGOZZARE IL PICCOLO". L'ho dovuto rileggere e dare un occhio anche a tutto l'articolo, ma ancora non lo credevo possibile, tutte quelle persone uccise tra cui un bambino innocente solo per questioni futili! Allucinante, ma a che punto siamo arrivati?
In un mese questi due coniugi hanno mantenuto una vita normale sapendo di aver ucciso tutte quelle persone, come nulla fosse accaduto!
Il bello è che ora la "giustizia" farà il suo corso, verrà fatto il processo, la perizia psichiatrica che li dichiarerà temporaneamente incapaci di intendere e volere (o qualcosa del genere), si faranno qualche anno di carcere e vuoi per la buona condotta, vuoi per l'indulto, in una decina d'anni verranno lasciati uscire e poi?
Lo so benissimo che il carcere ha il compito di rieducare, ma non trovo giusto che si punisca la gente in maniera troppo blanda per quello che commette, soprattutto se viene toccato un bambino!
Faccio quello che mi pare e piace e poi mi faccio passare per pazzo, così non faccio una mazza perché ero "momentaneamente" incapace di intendere e volere! Ero pazzo solo in quel momento li! Ma chi ci crede!
Perché se sbaglio a fare la dichiarazione dei redditi devo pagare fino all'ultimo centesimo e se ammazzo qualcuno è già tanto che mi faccia la metà degli anni che mi viene data? Questa è giustizia per voi? Per me no, è solo ingiustizia nei confronti delle vittime, dei famigliari delle stesse e della società! E poi basta con queste carceri hotel, dove un'altra pazza assassina mai pentita pretende che i secondini le portino i bagagli, manco fossero dei facchini del Grand Hotel!
Se finisci in carcere devi essere un'entrata per lo stato non un'uscita! Lavori e ti mantieni, e quello che avanza ti verrà restituito alla fine della pena in modo da poterti ricostruire una vita, ma dopo!
Sono proprio curioso di vedere che succederà ai coniugi Romano, ma verrò deluso, come al solito!

Inizio



Buongiorno a tutti,
sono Andrea, un ragazzo di quasi 29 anni (mancano solo alcuni giorni ormai), lavoro come steward e mi sono diplomato come perito informatico, nonostante questo titolo di studio non ho mai scritto prima un blog! Ne ho letti alcuni si, come quello di Beppe Grillo e del mio carissimo amico Paolo, ma a dire il vero non so ancora bene cos'è.
Penso di aver capito che è una sorta di diario pubblico, qualcosa dei nostri pensieri che vogliamo condividere con amici, familiari ma anche sconosciuti. E perché mai ho deciso di scrivere un blog se non sono mai riuscito a tenere un diario segreto? Non per moda, non seguo le mode, probabilmente perché sento di voler esternare quello che sento, voler rendere pubblici dei miei pensieri. Non ho idea di quanto frequentemente scriverò, per quanto andrò avanti ma cercherò di scrivere ogni volta che ho qualcosa dentro e che non voglio che si perda nei meandri della memoria!
Per prima cosa vorrei dirvi che sono una vera schiappa nello scrivere, lo possono testimoniare molte persone! Ma chi lo sa, magari questo blog potrà tornarmi utile anche per questo, più scrivo più miglioro il mio stile, speriamo!
Al momento non mi sento di scrivere altro, mi sentirei di iniziare vari argomenti, ma forse è meglio che ci dorma sopra e poi magari che li svisceri uno per uno, con calma. Ho già fatto un grosso passo, ho iniziato a scrivere un blog, una delle tante libertà concesseci dalla nostra era, ora c'è anche la mia piccola voce sulla rete, spero che l'ascolti qualcuno!